Ultima modifica: 17 Febbraio 2017
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Lettura dei Promessi Sposi al “Matteucci” “Una notte illuminata”

Franco Palmieri legge per gli alunni delle classi seconde dell’indirizzo amministrazione -finanza e marketing dell’Istituto la conversione dell’Innominato, rappresentando quella Provvidenza divina che anima l’intera opera manzoniana.

La notte dell’Innominato  viene narrata dall’attore  in tutta la sua complessità e, da lui, viene espresso  quel turbamento profondo, che porta un uomo malvagio e solo a sperare in una vita nuova e diversa .

Alle prime luci del giorno  l’Innominato si ritrova all’alba di una nuova vita.

Il potere della misericordia di Dio si svela in modo fragoroso nella pagine manzoniane, che assumono un nuovo valore ed un più profondo significato, così interpretate e vissute agli occhi degli alunni, spettatori di sentimenti reali ed attuali, svincolati dal contesto storico in cui furono espressi e dalla rigida lettura del testo letterario, che – così rappresentato –  ha conosciuto una nuova e più affascinante dimensione .

Fra Cristoforo, Don Abbondio, l’Innominato, Don Rodrigo, Renzo e Lucia sono simboli di una società che è quanto mai attuale, come attuale è quella speranza nella Provvidenza che in Manzoni è luce.

C’è chi ha detto che in Italia i promessi sposi si respirano nell’aria e ciò per riconoscere il valore della cultura di un popolo che si è formato anche sulle parole e sui valori, quali quelli espressi dal Manzoni in un testo letterario che è patrimonio culturale nazionale.

Franco Palmieri nasce a Forlì ( 26 ottobre 1955)  ed è registra e attore teatrale, nonché direttore artistico di importanti teatri fra i quali il locale Teatro dell’Arca . Collabora negli anni ottanta con il drammaturgo milanese Giovanni Testori, con il quale collabora alla realizzazione dello spettacolo Interrogatorio a Maria. All’attività di attore affianca quella di organizzazione teatrale, curando numerosi eventi e rassegne di carattere nazionale. Collabora nel 1997 con l’ISTA, scuola internazionale di arte dell’attore diretta da Eugenio Barba. Nel corso degli anni ottanta e novanta segue da vicino gli sviluppi del teatro dell’est Europa, in particolare con il Teatro Stary di Cracovia, con cui ha attivato una costante collaborazione artistica; nel 1998 collabora con K.Piesiewicz realizzando il progetto Decalogo per il teatro. Dal 1995 lavora stabilmente con la Compagnia degli Scalpellini di Bologna, con Teatro 26 di Firenze e con l’Associazione Skenè di Milano. Dal 1994 al 2000 è direttore artistico del Teatro dell’Arca. Nel 1997 e 1998 è direttore artistico del Carnevale alla Fortezza, organizzato dal Comune di Firenze.Nel 2000 interpreta la parte di Paolo Giovio nel film di Ermanno Olmi Il mestiere delle armi, mentre nel 2001 ha il ruolo di Martino nel film Da zero a dieci di Luciano Ligabue.Dal 2000 diviene direttore artistico di Elsinor, società per la produzione, programmazione e distribuzione di teatro di prosa e teatro per ragazzi: l’anno seguente viene nominato direttore artistico dell’Istituto del Dramma Popolare di San Miniato; dal 2003 ha firmato regie a Madrid, Malaga, Parigi e New York

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