Ultima modifica: 1 Ottobre 2019
> Senza categoria > L’ARTE DELLA GIUSTIZIA

L’ARTE DELLA GIUSTIZIA

Gli studenti incontrano Fiammetta Borsellino, ospite de “La settimana del buon vivere”

La “Settimana del buon vivere” è una nota manifestazione romagnola che ogni anno chiama a raccolta, in quel di Forlì, giornalisti, artisti, economisti e scrittori per un pubblico confronto sulle buone pratiche del vivere, quelle pratiche, cioè, volte a realizzare il Bene comune e la Solidarietà, l’Economia etica e la Giustizia sociale, la Salute e il Benessere. 

L’edizione 2019 ha ospitato, tra le tante personalità, Fiammetta Borsellino, figlia di Paolo, il magistrato in prima linea nella lotta contro la mafia, barbaramente ucciso dall’organizzazione criminale con la strage di Via D’Amelio del 1992, in cui caddero anche cinque agenti della scorta.

Nella mattinata di sabato 28 settembre, quattro classi del Matteucci, 5 A Tur, 5 A Rim, 5 A Afm e 4 B Afm, accompagnate dai docenti Veronica Fiori, Olimpia Gavasci, Isabella Leoni, Giulia Mercadante e Stefano Paradisi, si sono recate all’Auditorium Chiesa di San Giacomo per ascoltare le parole di Fiammetta Borsellino e riflettere su importanti temi, come la lotta alle mafie e alla corruzione, la ricerca della verità processuale e la necessità di preservare la memoria storica.

Sul palco a narrare, spiegare, dialogare in un confronto aperto, sincero e mai banale, c’erano, oltre a Fiammetta, il giudice Carlo Sorgi, Presidente della Sez. Lavoro del Tribunale di Bologna, e Fabio Ronconi, Referente del Coordinamento “Libera contro le mafie” di Forlì-Cesena. È intervenuto il Prefetto di Forlì, Antonio Corona e hanno portato i saluti dell’Amministrazione comunale il Sindaco Gian Luca Zattini e l’Assessore al Welfare Rosaria Tassinari.

A introdurre i lavori, Marco Conti, Presidente della Cooperativa sociale Paolo Babini, ente organizzatore dell’evento.

Fiammetta Borsellino ha ripercorso i passaggi e le sensazioni più significative del suo vissuto col padre. Ha tenuto a rivelare aspetti inediti del carattere del magistrato, come la sua ironia e il tratto allegro e giocoso. Non ha risparmiato critiche a quei rappresentanti delle Istituzioni che hanno gestito le indagini e condotto i processi sulla strage di Via D’Amelio, rivelatesi poi frutto di un gigantesco depistaggio. Soprattutto, ha voluto trasmettere ai tanti studenti accorsi in rappresentanza delle scuole forlivesi l’insegnamento di suo padre: coltivare l’amore per l’istruzione e la cultura, aderire ai valori costituzionali, schierarsi per la legalità, agire con senso del dovere e responsabilmente.

Il suo racconto è stato avvincente, ricco di parole e concetti che oggi più che mai rappresentano le pietre miliari della nostra società: diritti umani, giustizia sociale, democrazia, politica per il bene comune, uguaglianza. Parole e concetti intrecciati magicamente insieme in una sorta di bussola che deve orientare il nostro cammino.

Paolo Borsellino e il suo amico e collega Giovanni Falcone sostenevano che la mafia può esser sconfitta solo dal cambiamento culturale delle nuove generazioni.

Solo i giovani, ripete oggi Fiammetta, possono voltare le spalle agli “spacciatori di illusioni”, che in nome del denaro e del potere, uccidono, corrompono, inquinano, tramano, riducono in schiavitù.

L’incontro si è concluso, dopo le tante domande degli studenti, in un abbraccio simbolico alla coraggiosa e generosa figlia del Giudice.

Agli alunni e ai docenti convenuti, il compito di rielaborare in classe i contenuti trattati. Il nuovo anno scolastico inizia con il migliore degli insegnamenti!




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: