Ultima modifica: 20 Marzo 2019
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Incontro con l’autore Eraldo Baldini

Martedì 5 marzo si è svolto l’incontro con lo scrittore ravennate, che ha risposto alla raffica di domande degli studenti delle classi 3°A AFM, 3°B AFM, 3°A SIA, 3°B SIA e 3°A TUR sul romanzo “Stirpe selvaggia”.  Ad introdurre il dialogo la visione di un book trailer, realizzato dai ragazzi della 3°A SIA, che hanno saputo cogliere i temi salienti ed il contesto storico in cui è ambientata la storia.

L’autore ha spiegato come le vicende narrate abbiano un riscontro autobiografico: quando era bambino, il nonno gli raccontava spesso storie sulla Grande guerra e su Buffalo Bill. Proprio quest’ultimo ha suscitato in Baldini l’idea del protagonista, Amerigo, figlio illegittimo del cacciatore e attore statunitense.

A San Sebastiano in Alpe, paese immaginario dell’Appennino romagnolo, Amerigo ha nove anni e, quando il “Wild West Show” fa tappa a Ravenna, la madre decide di portare il figlio a conoscere suo padre. Buffalo Bill però non accetta di incontrarlo e questo rifiuto spinge il già inquieto Amerigo a schierarsi «dalla parte degli indiani». Con gli amici inseparabili Mariano e Rachele si dipinge il viso e, scorrazzando per i boschi, sogna di fare la rivoluzione. Ma la Storia divide le strade dei tre giovani, travolti dalle burrasche del Novecento: le lotte di classe, il fascismo, le guerre mondiali. Una storia avvincente che ha suscitato molte curiosità nei ragazzi, che hanno rivolto allo scrittore le domande più disparate: dalla scelta del titolo, alle paure dello scrittore, dalla decisione di non concludere il romanzo con un lieto fine, al personaggio che l’autore sente più vicino a sé.

Baldini non ha risparmiato qualche battuta sagace (“Alla mia età non ho più paura di niente, se non del caldo”; “Il mio sogno per il futuro è di non scrivere romanzi e vivere nell’ozio più totale”) ed ha concluso la piacevole chiacchierata con il consueto rito del “firma-copie”.

Estratto dal romanzo:

«Quando scorrazzavano nei boschi e sui dirupi che costituivano il loro universo selvaggio, lanciavano le stesse grida di furore e di guerra che avevano sentito durante il Wild West Show. Grida che, non addomesticate e costrette sotto il tendone di un circo, squillavano libere e vere. – Come gli indiani? – chiedeva Amerigo quando stavano per buttarsi in qualche scorribanda o avventura. – Come gli indiani! – confermava Mariano, e col fango, l’erba, la ruggine delle pietre o il sugo di qualche bacca si dipingevano le guance e la fronte, un’unzione che aveva il valore di un sacramento barbaro e profano».




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