Ultima modifica: 15 Aprile 2019
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CYBERBULLISMO, IL CORAGGIO DI REAGIRE

Lo psicologo Michele Piga incontra gli studenti delle classi prime del MATTEUCCI

Se volete andare in fretta, andate soli. Se volete andare lontano, andate insieme.”

È con le parole di un antico proverbio africano, proiettate sulla lavagna luminosa dell’aula del Consiglio, che giovedì 11 aprile si è aperta la speciale lezione dello psicologo Michele Piga.

Piga, lauree in “Psicologia delle Organizzazioni e dei Servizi” e in “Scienze del Comportamento e delle Relazioni Sociali”, conseguite presso l’Università degli Studi di Bologna, è un libero professionista che si occupa prevalentemente di formazione professionale ed interventi nelle scuole.

Esperto di tecnologie digitali, ha orientato la sua formazione professionale verso i temi della dipendenza degli adolescenti da internet e la cura dei comportamenti web-mediati.

Piga, inoltre, collabora come consulente esperto presso studi privati (S.A.I.P.S. – Servizi di Aggiornamento ed Interventi Psico Sociali) e organizzazioni di rilevanza pubblica (Cescot Cesena e Rimini, Ausl Cesena).

Nell’ambito delle varie attività organizzate dal nostro Istituto per contrastare e prevenire il fenomeno del cyberbullismo, la lezione del Dott. Piga ha costituito un momento essenziale per sollecitare i nostri studenti più giovani verso una riflessione profonda su fenomeni di scottante attualità, come hate speech, fake news, discriminazione sul web, doxing, sexting, identity fraud, e dipendenza da internet.

In merito a quest’ultimo problema, l’Associazione Di.Te. (Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullismo) ha recentemente diffuso una statistica secondo la quale un ragazzino su due controlla lo smartphone mediamente 75 volte al giorno.

Il tema, stante l’allarme sociale che suscita, è stato trattato anche da Papa Francesco nel corso di un’udienza dedicata a giovani liceali. Il Pontefice ha sostenuto che la dipendenza da internet costituisce una forma di schiavitù, al pari dalla dipendenza da alcol o da droghe.

Dunque, la multiforme galassia dei social network e la diffusione, in età sempre più precoce, degli smartphone hanno reso il web un luogo pieno di insidie per i nostri ragazzi.

A volte gli adolescenti, attraverso la navigazione in rete, possono “incappare” in reati, o come vittime di condotte criminali oppure come autori di delitti, consumati inconsapevolmente perché ritenuti espressione di goliardia, se non addirittura ritenuti non punibili in quanto commessi da minori.

Il Dott. Piga è stato molto chiaro nel delineare i confini tra tecnologia e  fenomeni lesivi connessi.

Utilizzando la metafora delle prestazioni sanitarie e delle strumentazioni mediche, e richiamando le vicende di Grey’s Anatomy, un serial televisivo molto popolare tra i giovani, ha evidenziato come il computer e il web, al pari del bisturi, siano strumenti neutri. È dunque insensato incolpare la tecnologia dei danni sociali che ne possano derivare. Buono o cattivo è l’uso che se ne fa.

La trattazione dello psicologo è stata ricca di esempi: chi si appropria di un profilo altrui commette un reato, sostituzione di persona (o furto d’identità); offendere in rete l’onore e il decoro di una persona costituisce diffamazione; diffondere foto intime sessualmente esplicite di minori integra il reato di diffusione di materiale pedo-pornografico; accusare on line una persona di comportamento delittuoso, senza che ciò corrisponda a verità, costituisce reato di calunnia; inviare continuamente messaggi non graditi al destinatario configura molestia se non addirittura stalking.

Nel corso della lezione sono stati evidenziati concetti giuridici molto importanti: i minori che commettono reati possono essere chiamati a risponderne, in quanto l’imputabilità può essere riscontrata dal giudice già al compimento del quattordicesimo anno di età; accanto alla responsabilità penale del minore, si configura la responsabilità civile, consistente nel risarcire il danno alla vittima e questo risarcimento è posto a carico dei genitori del minore autore del reato.

Infine le riflessioni e le raccomandazioni più importanti in tema di bullismo e cyberbullismo.

La responsabilità di tali fenomeni non ricade solo sul bullo o cyber-bullo che per primo ha dato avvio all’azione lesiva, ma ricade anche sugli “spettatori”, ossia su coloro che assistono ai fenomeni di violenza o prevaricazione e adottano atteggiamenti omertosi, se non addirittura di plauso verso l’aggressore.

I cosiddetti “spettatori” sono infatti responsabili giuridicamente se col loro comportamento hanno facilitato, dando un contributo agevolatore, l’aggressione posta in essere dal bullo, ma prima ancora lo sono moralmente per non aver fatto sentire alla vittima la loro vicinanza.

Il Dott. Piga ha dato indicazioni precise circa il comportamento più idoneo da assumere da parte di vittime e testimoni, primo fra tutti il ricorso ad un adulto, genitore, insegnante, organo di polizia.

L’insegnamento ultimo e fondamentale, anche in quest’epoca super tecnologica, rimane sempre lo stesso: praticare la solidarietà, sentirsi parte di un’unica comunità attraverso l’aiuto reciproco. Insomma, “Se vogliamo andare lontano, dobbiamo andare insieme”.




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